Palma Campania (La Storia) | A.R.I. Sez. di Palma Campania (8013) IQ8TJ

Palma Campania (La Storia)

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Palma Campania è una ridente cittadina a circa 30 Km da Napoli, situata ai piedi del Monte S. Angelo, felicemente posizionata rispetto al baricentro regionale: è infatti molto vicina sia ad Avellino che a Caserta e Salerno.

Un tempo sorgeva TEGLANUM, sepolta dall’eruzione vesuviana del 79 d.C. La plaga fin dall’età preistorica è stata abitata da antiche popolazioni dedite all’agricoltura e alla pastorizia. Secondo alcuni studiosi, dopo disastrose eruzioni, forse nel 512 d.C., molti si rifugiarono in collina e fondarono un villaggio che chiamarono Palma, dal verde collinare delle palme. Un importante riferimento storico in “Nola Sagra” di Carlo Guadagni: “Palma fondata o almeno abitata per suo particolare diporto da quel console romano detto Palma…..101-11 dC” (Gloreani in Appendice a Titi Livii, 1553).

Il più antico documento storico, in cui viene citato il paese risale all’anno 997 ed è custodito nell’Archivio di Stato. Nel 1025 a Palma operava addirittura un notaio. Dal medioevo la storia palmese è strettamente legata alle vicende di illustri famiglie: Di Palma, Orsini, Della Tolfa, Pignatelli, Di Bologna, Caracciolo, Salluzzo, Compagna.

L’antichissimo nome “Palma di Nola” nel 1863 con R.D. del 26 luglio è mutato in Palma Campania. Testimonianze di notevole interesse sono i ritrovamenti archeologici di età preistorica (Bronzo antico-1850 a.C. datati dall’archeologa francese Claude Albore Livadie, recentemente insignita della cittadinanza onoraria dal sindaco De Luca) e di epoca romana: i reperti sono oggi esposti nel Museo archeologico di Napoli e nell’Antiquarium Stabiano. In località Torone (Tirone) sono venuti alla luce resti dell’Acquedotto Augusteo.

Un meraviglioso viale di platani collega la stazione ferroviaria con il centro storico.
A due passi da Piazza De Martino, centro della vita cittadina, il palazzo “Aragonese” residenza di re Alfonso D’Aragona e i suoi discendenti per la caccia al falcone nel Piano di Palma.

L’antica area urbana, aggrappata alla collina, conserva tutt’ora vari motivi di interesse storico: aspetti architettonici e decorativi dei secoli scorsi, un largo uso della pietra vesuviana (viali, gradini, portali) giardini rialzati profumati di fiori e agrumi, decine di edicole sacre.

In Via Municipio la Chiesa del Corpo di Cristo e del SS. Rosario (sec.XVI). Alla fine dell’800, in Via San Felice, per volontà del Comm. Luigi Carrella fu eretta la Chiesa “Mater Dei”. In largo Parrocchia la Chiesa di San Michele Arcangelo (ove si venera San Biagio, protettore da secoli di Palma) e le Congreghe dell’Immacolata e di San Maria della Purità; parte del complesso monumentale risale al Medioevo.

Più su, la frazione Vico: la strada sale dolcemente alla Chiesa di San Martino (sec.IX) e poi continua per la chiesa ed il convento di Santa Croce al Casale (sec.XIV-XVI), indi per la frazione Castello di Palma e la pineta Trabucchi (alt.700s.l.m.). Le antice mura di un castello osco, il borgo, la Chiesa di San Giovanni Battista (sec. XIV), i boschi, un ambiente non inquinato, costituiscono di certo, un inedito quanto suggestivo itinerario turistico.

Nelle periferie nord e sud del paese, sull’asse Nola-Sarno, le frazioni prevalentemente agricole di Pozzoromolo e Fiume. Sparse qua e là case rurali: le masserie.

 
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